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Architettura di Meknes: i monumenti imperiali
Scopri l'architettura di Meknes: Bab Mansour, il mausoleo di Moulay Ismail, Heri es-Souani e Volubilis romana, e cosa vedere.
Meknes è la città imperiale che molti viaggiatori superano andando verso Fes, ed è quella che ripaga meglio una mezza giornata lenta. Il sultano Moulay Ismail la ricostruì come capitale e continuò a costruire per cinquantacinque anni, così l’architettura di Meknes si legge come un unico progetto reale: porte, granai, un bacino e un mausoleo in cui si può entrare.
Meknes conserva una delle migliori raccolte di architettura monumentale del Marocco, dalla porta di Bab Mansour alla madrasa merinide della medina e alle rovine romane di Volubilis. In questa guida analizziamo ogni monumento e spieghiamo come visitarli in una sola giornata.
La medina di Meknes: la città antica e i suoi monumenti
Il merito va a Moulay Ismail, ma la medina che ha ereditato è la metà più antica di Meknes. Gli Almoravidi la fondarono come insediamento militare e i sultani merinidi aggiunsero gli edifici religiosi ancora in piedi.
Quattro monumenti della medina meritano la deviazione:
- Madrasa Bou Inania: madrasa merinide del XIV secolo con intagli in cedro e zellij, costruita sotto Abu al-Hasan.
- Grande Moschea: fondata nel XII secolo dagli Almoravidi, con undici porte.
- Dar Jamai: palazzo di fine XIX secolo su piazza el-Hedim, oggi Museo d’Arte ed Etnografia Marocchina.
- Bab Berdaine e Bab el-Khemis: le porte monumentali della medina; Bab el-Khemis significa “Porta del Giovedì” per il giorno di mercato.
Si parte da piazza el-Hedim, il cui nome significa “le macerie”. Ismail liberò lo spiazzo davanti al suo palazzo, e lì la medina incontra la città imperiale.
La città imperiale di Moulay Ismail e Bab Mansour
Bab Mansour è la porta che tutti fotografano e spiega perché Meknes conta. Ismail governò dal 1672 al 1727 e spostò qui la capitale, poi passò il regno a murare e rifornire la città.
Alla città storica si attribuiscono 45 km di mura esterne, venti porte e più di cinquanta palazzi. Le mura arrivano a 15 metri e la medina è entrata nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1996.
La porta fu terminata nel 1732, cinque anni dopo la morte di Ismail, sotto il figlio Moulay Abdallah. Prende il nome dall’architetto Mansour el-Aleuj, le sue colonne vengono da Volubilis e l’arco a ferro di cavallo è incorniciato in zellij.
Il mausoleo di Moulay Ismail
Il mausoleo di Moulay Ismail è uno dei pochissimi monumenti islamici in Marocco che i non musulmani possono visitare. È per questo che compare in tanti itinerari.
All’interno, tre cortili portano alla sala del sepolcro:
- Zellij e stucco scolpito: mosaico e gesso in stile andaluso-marocchino.
- Soffitti in cedro dipinto: travi in cedro policrome e dorate.
- La tomba del sultano: Ismail riposa nella sala centrale, che si guarda dalla porta.
- Due orologi alti: secondo la tradizione, dono di re Luigi XIV di Francia.
Buona parte degli interni risale a un restauro della metà del Novecento, quindi va letto come una ricostruzione accurata. Vestiti in modo sobrio; il complesso richiede meno di un’ora.
Heri es-Souani, il bacino dell’Agdal e la leggenda di Qara
Heri es-Souani è una sala di archi ripetuti, l’interno più fotografato di Meknes. Misura circa 182 per 104 metri e conta 22 file di pilastri spessi.
- Heri es-Souani: gli storici lo leggono come granaio e magazzino per rifornire la città imperiale durante un assedio. La tradizione popolare lo chiama scuderie reali per 12.000 cavalli.
- Bacino dell’Agdal: invaso di circa 319 per 149 metri, alimentato dalla Casa delle Dieci Norie.
- Qara: camere voltate sotterranee che la tradizione chiama prigione per migliaia di prigionieri e gli storici leggono come cantina. La storia dell’architetto portoghese è leggenda.
Il terremoto di Lisbona del 1755 lasciò il granaio quasi senza tetto, ed è per questo che vedi gli archi dall’alto. Qubbat al-Khayyatine, il Padiglione degli Ambasciatori, è dove Ismail riceveva gli inviati stranieri.
Volubilis e la pianura romana
Volubilis si trova a circa 30 km a nord di Meknes, tra 30 e 45 minuti di strada. Non c’è il treno, quindi un’auto privata o una gita guidata resta la soluzione pratica. Un taxi condiviso funziona se concordi l’attesa.

Il sito è Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 1997 e conserva i mosaici sul posto. L’Arco di Caracalla è datato 217 d.C.
Buona parte di Volubilis fu smontata nel XVIII secolo per costruire Meknes, da cui arrivano le colonne di Bab Mansour. Tieni mezza giornata per Meknes e il pomeriggio per Volubilis e vedrai entrambi con calma.
I due tour qui sotto dedicano a Meknes una giornata monumentale completa. Il nostro tour di 7 giorni in Marocco da Fes passa una notte a Meknes tra il Sahara e Chefchaouen, e l’itinerario di 8 giorni nelle città imperiali da Casablanca include una gita di un giorno da Fes a Meknes e Volubilis. Per capire come la città si inserisce tra Fes e Marrakech, leggi la nostra guida alle città imperiali del Marocco.
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Domande Frequenti
Qual è il monumento più importante da vedere a Meknes?
Bab Mansour è quello che i viaggiatori ricordano di più ed è dentro la città imperiale di Moulay Ismail. Da lì si raggiungono a piedi il mausoleo del sultano, i granai di Heri es-Souani e il bacino dell'Agdal in un pomeriggio.
I non musulmani possono visitare il mausoleo di Moulay Ismail?
Sì. È uno dei pochi monumenti islamici in Marocco aperti ai visitatori non musulmani. Si entra da un cortile e conviene vestirsi in modo sobrio.
Heri es-Souani era un granaio o le scuderie reali?
Gli storici lo leggono come un enorme granaio e magazzino, costruito per rifornire la città imperiale durante un assedio. La storia dei 12.000 cavalli viene dalla tradizione popolare, non dalle prove.
Quanto dista Volubilis da Meknes e si possono vedere entrambi in un giorno?
Volubilis si trova a circa 30 km a nord di Meknes, tra 30 e 45 minuti di strada. Entrambi i siti entrano in una sola giornata, con le rovine romane nel pomeriggio.
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