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Architettura di Rabat: monumenti che raccontano la città
Architettura di Rabat in quattro strati visibili, dalla Torre di Hassan alla Kasbah degli Udayas, e come vederli in un giorno.
Un minareto nel centro di Rabat si ferma a 44 metri, spezzato dalla morte del califfo che lo aveva voluto nel 1199. Dall’altra parte della città, il minareto in rovina di Chellah regge un nido di cicogne. L’architettura di Rabat è nata da quelle interruzioni, e l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO descrive la stessa combinazione: una capitale almohade del XII secolo unita a una capitale moderna del XX secolo.
Quattro strati restano visibili nella città antica: la spianata imperiale incompiuta, una necropoli reale merinide, una medina andalusa del XVII secolo e la città nuova che il protettorato francese le ha costruito sopra. In questa guida passiamo in rassegna i monumenti storici di Rabat che reggono ogni strato e l’ordine per visitarli, a piedi e in auto.
La spianata almohade: la Torre di Hassan e il Mausoleo di Mohammed V
La Torre di Hassan è un edificio a metà. Il califfo almohade Abu Yusuf Yaqub al-Mansur progettò una moschea capace di accogliere il suo esercito e la avviò alla fine del XII secolo. Prima della sua morte, nel 1199, era sorto solo il minareto. Oggi misura 44 metri, meno di due terzi dell’altezza prevista, sopra centinaia di colonne di pietra che segnano dove sarebbe stata la sala di preghiera.

Dall’altra parte della piazza il Mausoleo di Mohammed V risponde con marmo bianco e un tetto piramidale verde. Lo ha progettato Cong Vo Toan ed è stato completato nel 1971, con zellige, cedro intagliato e dorature all’interno. Dal balcone si vede il sarcofago di onice bianco: qui sono sepolti Mohammed V, Hassan II e il principe Moulay Abdallah.
Cosa comporta la visita:
- Costo: zero. Né la spianata né il mausoleo hanno una biglietteria.
- Accesso: i non musulmani entrano nel mausoleo, con la Guardia Reale alla porta.
- Tempi: calcola un’ora; il mausoleo può chiudere a metà giornata per la preghiera.
- Abbigliamento: spalle e ginocchia coperte, perché è un sepolcro reale e un luogo di preghiera attivo.
Chellah: la Sala Colonia romana e la necropoli merinide
Chellah sta fuori dalle mura, su una collina sopra il Bou Regreg, e dentro un solo recinto si sovrappongono più città. Prima una presenza mauritana e punica, poi la Sala Colonia romana, abbandonata nella tarda antichità. Nel XIII e XIV secolo i merinidi hanno murato le rovine e ne hanno fatto una necropoli reale, dietro quasi un chilometro di mura e una porta monumentale merinide.
Colonne romane e archi merinidi condividono lo stesso terreno. I fichi spingono attraverso i pavimenti a mosaico, il terremoto del 1755 ha lasciato i suoi segni e le cicogne bianche nidificano sul minareto troncato. Il sito copre circa sette ettari, fa parte del Patrimonio Mondiale UNESCO ed è monumento storico classificato dal 1920.
La madrasa merinide di Abu al-Hasan, con i suoi zellige, lo stucco intagliato e i soffitti di cedro, si trova sull’altra sponda del fiume, a Salé, accanto alla Grande Moschea, non a Rabat. Chellah è l’unica tappa che non si raggiunge a piedi: circa dieci minuti d’auto dalla medina. Prevede un biglietto e apre dalle 9:00 alle 18:00 in inverno e dalle 9:00 alle 20:00 in estate, con orari ridotti durante il Ramadan. L’ingresso per adulti senza guida costa 50 MAD.
La Kasbah degli Udayas e la medina viva
La Kasbah degli Udayas è nata come cittadella intorno al 1150, sotto il califfo almohade Abd al-Mu’min, e si entra da dove si entra da otto secoli: da Bab Oudaia, costruita tra il 1195 e il 1199. Dietro la porta i vicoli sono blu e bianchi, un colore che deve più al gusto del Novecento che a una regola medievale.

Dentro, il Giardino Andaluso è stato disegnato da Maurice Tranchant de Lunel tra il 1915 e il 1918 sul mechouar del palazzo. L’ingresso è libero, apre più o meno dalle 8:00 alle 18:00 e profuma di agrumi. Un palazzo del XVII secolo ospita il museo degli Udayas, e il Café Maure guarda il fiume verso Salé.
Sotto la kasbah, la medina di Rabat si spiega con la cinta andalusa: circa 1,4 km di muro alzato dal 1609 da famiglie morische espulse dalla Spagna. Il loro quartiere è diventato il porto corsaro del Bou Regreg.
Vale una sosta:
- Bab El Had: l’ingresso operativo della medina e la più affollata delle sue porte.
- Bab Chellah e Bab Bouiba: varchi più tranquilli sulla stessa cinta.
- Bab Rouah: porta almohade che oggi espone arte contemporanea, a ingresso libero.
Dove il protettorato francese ha lasciato il segno
Venti minuti a piedi dalla medina e il registro cambia. Il protettorato francese ha tracciato accanto alla città antica una città nuova di viali larghi ed edifici pubblici, e la sua architettura separa nettamente le due.
Tra questi edifici c’è la cattedrale di Saint-Pierre. I lavori sono iniziati nel 1919 su progetto di Adrien Laforgue, la chiesa è stata inaugurata nel 1921 e le due torri Art Déco sono arrivate negli anni Trenta. È ancora una chiesa cattolica attiva e aperta al pubblico.
Il Palazzo Reale, Dar al-Makhzen, chiude l’interno ai visitatori, anche se il mechouar resta aperto di giorno. Dalla piazza si fotografano le porte in zellige e ottone, con la Guardia Reale all’ingresso.
Cosa osservare su questo tratto:
- Il cambio di scala: viali ampi, piazze alberate e facciate arretrate.
- I materiali: cemento e pietra intagliata contro la calce e il cedro della medina.
- La mescolanza: cattedrale, palazzo e blocchi amministrativi a pochi minuti l’uno dall’altro.
Vedere l’architettura di Rabat in un itinerario privato
La città antica si curva lungo il fiume, quindi gli strati diventano una passeggiata: prima la spianata almohade, poi la strada sul fiume fino alla kasbah, l’ingresso da Bab Oudaia verso la medina e Chellah come deviazione breve in auto. Dalla Torre di Hassan a Bab Oudaia ci sono circa 2-2,5 km lungo il Bou Regreg, una trentina di minuti a piedi, e il giro completo del nucleo storico arriva a circa 5 km.

Un autista-guida privato cambia il ritmo più del percorso. Puoi spostare l’ordine in base alla luce o all’affollamento, restare più a lungo nella necropoli di Chellah e lasciare fuori ciò che non ti interessa. Il nostro team locale costruisce la giornata sui tuoi interessi, i tuoi tempi e il tuo budget.
Il nostro tour di 10 giorni da Rabat a Marrakech apre con una notte a Rabat, la Torre di Hassan e la Kasbah degli Udayas prima delle città imperiali e del deserto. Se arrivi da est, il tour privato di 4 giorni da Fes a Rabat via deserto di Merzouga si chiude nella capitale.
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Domande Frequenti
Perché la Torre di Hassan è rimasta incompiuta?
Il califfo almohade Abu Yusuf Yaqub al-Mansur morì nel 1199 e i lavori della grande moschea si fermarono con lui. Il minareto restò a 44 metri, meno di due terzi dell'altezza prevista.
Chellah è romana o islamica?
Entrambe le cose. Sulla collina c'era prima un insediamento mauritano e punico, poi la città romana di Sala Colonia, e dal XIII secolo i merinidi hanno murato le rovine trasformandole in una necropoli reale.
I non musulmani possono visitare il Mausoleo di Mohammed V?
Sì, i non musulmani entrano e l'ingresso è gratuito. Il sarcofago di onice si vede da un balcone sopra la camera funeraria, e il mausoleo può chiudere a metà giornata per la preghiera.
Quanto tempo serve per vedere l'architettura storica di Rabat?
Mezza giornata copre la spianata della Torre di Hassan, la Kasbah degli Udayas e la medina a piedi. Aggiungi circa due ore per Chellah, che resta fuori dalle mura a breve distanza in auto.
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